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sabato 9 novembre 2013

Quello che vogliono farci sapere...


C'è un libro di Barry Eisler dal titolo "Pioggia nera su Tokyo", nel quale già nel 2002 si parla delle attività della National Security Agency americana... A leggere quelle righe, appare inverosimile lo stupore di Hollande e della Merkel e di tanti altri per le intercettazioni della Nsa, appunto. Credo già sapessero, loro, almeno loro.
Il Papa ha chiesto il digiuno per la Siria... Non ne sento più parlare nei media...
In un libro di Dino Buzzati si parla delle sconcerie tra clienti e minorenni nel 1960, riprese con giusto scandalo negli ultimi giorni, sempre dai media, senza che siano - purtroppo - una novità.
Alcune sembrano notizie ad orologio comune.
Nsa, Siria, prostituzione minorile.
Come anche a proposito della Libia.
E tutto il resto.
Repubblica ha condotto una lunga campagna contro Berlusconi, negli ultimi venti anni: quest'ultimo deve versare al gruppo De Benedetti oltre 500 milioni di euro, per un lungo contenzioso in Tribunale [Lodo Mondadori]; inizialmente erano 749,9 milioni di euro.
Una stampa libera aiuta un Paese democratico ad essere veramente libero.

domenica 29 marzo 2009

"Uno sguardo da qui, verso il futuro"...

E' rimasta mai utilizzata la postazione per gli incontri con la stampa, ma alla spicciolata sono venuti a lasciarsi intervistare alcuni dei protagonisti di questa tre giorni fondatrice... Quagliarello, Formigoni, Rotondi, Matteoli, Gasparri, Della Vedova, Alemanno, Nania, Bocchino...
Berlusconi chiude i lavori. Concentra la sua attenzione sulla "moralità del fare", dando per scontata - come è naturale che sia - la moralità in politica, pure se a volte manca anche questa. Ma il rispetto dei programmi con i quali si chiede il voto ai cittadini, il mantenere le promesse indicate in campagna elettorale come modalità di sviluppo e crescita del Paese, è l'aspetto più importante della moralità politica, un punto essenziale.
Anche il Premier, appena eletto Presidente del PDL, riprende i percorsi tracciati nelle parole di questi giorni.
La libertà come valore fondamentale del partito; la legittimazione che viene dal voto popolare, che serve, da qui, da questo momento che segna soltanto un inizio ufficiale di quanto già in nuce dagli anni passati [e Gasparri sottolinea il suo essere disponibile già da quindici anni a questo passo, che è oggi l'arrivo di un processo tratto in essere da allora], a guardare in avanti e al futuro. Obiettivo, intanto, è quello di portare l'Italia fuori dalla crisi, dal virus dell'influenza americana che dalla finanza è andato a colpire l'economia reale. 


sabato 28 marzo 2009

Seconda giornata del Congresso fondatore del PDL




Oggi niente dolci... avranno saputo che ieri ne ho fatto man bassa, forse. Stamane arrivo in ritardo. Sul treno per Fiumicino/fermata Fiera di Roma, c'è un maresciallo dell'esercito che svolge servizio in Kossovo, ovviamente in licenza. E' di Roma, mi racconta del suo impegno per la pace, per servire le ragioni del dialogo, anche là in quei luoghi, dove c'è ancora spazio per gli odi che restano sotto la pelle, quello tra musulmani e serbi, ad esempio. E' un tema che verrà ripreso nella giornata di oggi, dagli oratori, anche dal ministro Carfagna, questo degli italiani nel mondo a garanzia della pace e dello sviluppo dei popoli. Hanno parlato tutti tra gli applausi; da Brunetta a Matteoli, con in mezzo Sacconi, Frattini, Prestigiacomo, Gasparri... anche Alemanno, che aveva già parlato ieri, riprende la parola. Mentre scrivo dice Scajola che il Popolo della Libertà appartiene a tutti coloro che hanno contribuito a dargli vita... Matteoli - che lo ha preceduto - sottolineava, come gli altri in questi due giorni, il ruolo di partito post ideologico, laico, cattolico e moderato del PDL. In questo, il riferimento a Brecht di Schifani, e quello di altri, ieri, alla Fallaci, le parole di oggi di Fini, aiutano a comprendere da che punto di vista si prova a guardare in modo nuovo alla politica, traendo comunque solidità dalle basi comuni e dai valori di appartenenza che hanno, già da prima, visto condividere le idee e soprattutto le prospettive della politica con riferimento al futuro del nostro Paese.



Fini al Congresso


Lo stesso lungo plauso riservato al ministro Brunetta accoglie l'inizio del discorso di Gianfranco Fini alla platea dei delegati di questo primo congresso, quello fondatore, del Partito del Popolo delle Libertà. L'abbraccio finale di Silvio Berlusconi a rimarcare l'inesistenza di motivi di disaccordo tra i due leader, ripresa anche dal Presidente di Alleanza Nazionale nelle sue parole, con il Premier a scendere la scaletta che porta giù dal palco con le braccia poggiate sulle sue spalle. E' interessante il discorso di Fini, al pari di quello del Presidente del Consiglio che ha chiuso i lavori ieri sera. Racconta degli ideali e delle motivazioni, gli uni e le altre ancorate a un criterio di concretezza, che hanno mosso le ragioni della nascita del PDL. La vocazione del Paese al maggioritario, il pluralismo, la diversità delle posizioni in un sistema democratico che non devono sfociare in tensione e indebolimento delle Istituzioni. Il risultato elettorale dell'aprile dello scorso anno che ha espresso una maggioranza consolidata, un esecutivo rafforzato nella sua credibilità dall'alleanza con la Lega, qualcosa che richiede rispetto.
La grande scommessa, dice Fini, è mostrare che in una democrazia compiuta il buon governo non coincide necessariamente con l'alternanza di forze politiche a fine legislatura, perché le idee e i concetti servono a disegnare lo sviluppo: pensare e costruire l'Italia di domani, giorno per giorno, per programmare da basi solide. Occorre essere capaci di alimentare dall'individualismo una speranza collettiva in un futuro in cui credere; e il senso di appartenenza a una comunità.



venerdì 27 marzo 2009

La cronaca del Primo congresso del Popolo delle Libertà


...quelli che aspettano




La giornata inizia con la più classica delle frasi "Non è tempo da ombrello"... e, infatti, eccolo lì, appena fuori dal portone, di corsa verso la stazione di Guidonia che mi porterà a Tiburtina prima e poi a Termini, il cielo, coperto di nuvole mosse in avanti dal vento... Ma c'è il sole, adesso che scrivo... Per il caffè, prima di andare nello spazio sul retro del padiglione che ospita la sala stampa a fumare una sigaretta, scambio due chiacchiere con uno dei signori addetti al servizio di ristorazione... "Saviano ha condensato nelle pagine di un libro soltanto una parte di una realtà tanto più vera se vissuta dal di dentro, da noi che abitiamo in quei luoghi e che respiriamo, non solo con i polmoni, l'aria del paese di Gomorra", mi dice, a proposito di bambini e del loro futuro... e delle commistioni che non risparmiano la politica, a prescindere dal colore, nella gestione della cosa pubblica, l'intreccio che impedisce di distinguere tra lecito e illecito, dove c'è spazio per gli affari, per la speculazione, specie quella sulla miseria di chi non ha molte alternative al lavoro che manca... La camorra come sistema... e molte delle sue attività che si svolgono nella assoluta legalità, traendo però risorse dai proventi delle altre, illegali.



giovedì 25 dicembre 2008

Una nota di Emanuela Melchiorre: "Sette mesi di governo, un primo bilancio"


Emanuela Melchiorre, economista e giornalista, ha pubblicato il 23 dicembre questo articolo su www.ragionpolitica.it




L'anno appena trascorso è stato tra i più difficili per le economie di tutto il mondo, dei paesi industrializzati e di quelli in via di industrializzazione o emergenti. L'Italia, a differenza di molti altri paesi avanzati, ha dovuto affrontare questa crisi di per sé fra le più pesanti della sua storia, con l'aggravio di una economia in rallentamento da almeno due anni. Vivo è il ricordo di come il sistema economico italiano, che aveva cominciato una timida ripresa nei primi mesi del 2006, grazie alle scelte economiche del precedente governo Berlusconi, abbia subìto una forte battuta d'arresto in seguito alle due rovinose finanziarie elaborate dal ministro Padoa-Schioppa e imposte a colpi di fiducia dal governo Prodi, che hanno portato la pressione fiscale al valore medio del 43% del Pil e tra i più alti in Europa. A queste scelte di politica economica nazionale errate e intempestive si è affiancata la difficile situazione di un euro forte, imposto da una politica dei tassi di interesse perseguita dalla Banca centrale europea, che ha ostacolato pesantemente le esportazioni dei paesi dell'Ume (Unione monetaria europea) e, quindi, la produzione interna e l'occupazione. Inoltre, la speculazione che ha imperversato nei mercati dei generi alimentari e dei prodotti energetici ha causato un innalzamento dei costi di produzione, una spinta inflazionistica e un impoverimento delle famiglie. È quindi evidente che la situazione che l'attuale governo ha ereditato e che ha dovuto affrontare in questi primi sette mesi di vita sia stata veramente ardua.



mercoledì 18 giugno 2008

Il voto a Catania, cartina di tornasole.. indicazioni per il futuro che hanno una valenza a livello nazionale..


Il dato elettorale alle amministrative di Catania pone delle riflessioni che avevo anticipato in altri miei precedenti post. Se analizziamo il voto mettendo a confronto i dati della Provincia e del Comune, risultano evidenti i temi che ho provato ad anticipare nelle settimane e nei mesi scorsi.
Alla Provincia il candidato eletto Presidente, Giuseppe Castiglione, ha ottenuto il 77,62% dei voti con il sostegno del PDL, dal quale proviene [Forza Italia], dell'UDC, del Movimento per l'Autonomia (MPA), della sua lista "Per Castiglione Presidente", della lista Sicilia forte e libera - Raffaele Lombardo, dei Democratici Autonomisti e di Nello Musumeci per la Provincia. In questa vittoria il 29,2% è dato dalla somma di MPA e altre liste autonomiste, il 35,26% è la somma dei voti di PDL e della lista omonima, l'8,46% UDC e il 7,46% Lista Nello Musumeci per la provincia. Al comune Raffaele Stancanelli ha ottenuto il 54,59% dei voti con la stessa composizione di alleanze, tranne la lista Nello Musumeci Sindaco che, da sola, ha ottenuto il 25,16% dei voti. Il 28,357% è il sostegno ottenuto dai voti del PDL e della lista omonima, Per Stancanelli Sindaco, il 33,984% MPA e movimenti autonomisti, il 5,564% UDC.
Come ho già scritto, la costituzione del PDL ha avuto un successo, a livello nazionale, di risultati e di indicazioni da parte degli elettori, che hanno detto la loro in modo inequivocabile. L'accordo con la Lega, al nord, è stato la naturale prosecuzione di un cammino che ha visto sempre vicine le posizioni degli alleati di governo. L'accordo con l'MPA si è rivelato un errore politico. In questo Catania è essenziale per il tipo di analisi, perché è la città da cui nasce il movimento di Raffaele Lombardo, che, come ho già scritto, è una creatura politica che non è radicata nel territorio, ma basata su un sistema di gestione e di conduzione delle adesioni, come risulta evidente se andiamo a confrontare il dato della città etnea con quello, ad esempio, di Palermo, dove l'MPA si ferma al 12,10% contro il quasi 34% di Catania, città in cui supera il poco più che 28% ottenuto dal PDL . Del resto il dato più alto del movimento autonomista del Presidente Lombardo arriva a quasi il 23% ad Agrigento - sempre a spese del PDL - e supera o si avvicina al 15% nelle altre province. "E' quasi imbarazzante l'assenza del centrosinistra in Sicilia", ha dichiarato, a margine della conferenza stampa per la candidatura dell'UDC Giovanni Avanti alla Provincia di Palermo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE, Gianfranco Miccichè. 

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