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mercoledì 18 giugno 2008

Il voto a Catania, cartina di tornasole.. indicazioni per il futuro che hanno una valenza a livello nazionale..


Il dato elettorale alle amministrative di Catania pone delle riflessioni che avevo anticipato in altri miei precedenti post. Se analizziamo il voto mettendo a confronto i dati della Provincia e del Comune, risultano evidenti i temi che ho provato ad anticipare nelle settimane e nei mesi scorsi.
Alla Provincia il candidato eletto Presidente, Giuseppe Castiglione, ha ottenuto il 77,62% dei voti con il sostegno del PDL, dal quale proviene [Forza Italia], dell'UDC, del Movimento per l'Autonomia (MPA), della sua lista "Per Castiglione Presidente", della lista Sicilia forte e libera - Raffaele Lombardo, dei Democratici Autonomisti e di Nello Musumeci per la Provincia. In questa vittoria il 29,2% è dato dalla somma di MPA e altre liste autonomiste, il 35,26% è la somma dei voti di PDL e della lista omonima, l'8,46% UDC e il 7,46% Lista Nello Musumeci per la provincia. Al comune Raffaele Stancanelli ha ottenuto il 54,59% dei voti con la stessa composizione di alleanze, tranne la lista Nello Musumeci Sindaco che, da sola, ha ottenuto il 25,16% dei voti. Il 28,357% è il sostegno ottenuto dai voti del PDL e della lista omonima, Per Stancanelli Sindaco, il 33,984% MPA e movimenti autonomisti, il 5,564% UDC.
Come ho già scritto, la costituzione del PDL ha avuto un successo, a livello nazionale, di risultati e di indicazioni da parte degli elettori, che hanno detto la loro in modo inequivocabile. L'accordo con la Lega, al nord, è stato la naturale prosecuzione di un cammino che ha visto sempre vicine le posizioni degli alleati di governo. L'accordo con l'MPA si è rivelato un errore politico. In questo Catania è essenziale per il tipo di analisi, perché è la città da cui nasce il movimento di Raffaele Lombardo, che, come ho già scritto, è una creatura politica che non è radicata nel territorio, ma basata su un sistema di gestione e di conduzione delle adesioni, come risulta evidente se andiamo a confrontare il dato della città etnea con quello, ad esempio, di Palermo, dove l'MPA si ferma al 12,10% contro il quasi 34% di Catania, città in cui supera il poco più che 28% ottenuto dal PDL . Del resto il dato più alto del movimento autonomista del Presidente Lombardo arriva a quasi il 23% ad Agrigento - sempre a spese del PDL - e supera o si avvicina al 15% nelle altre province. "E' quasi imbarazzante l'assenza del centrosinistra in Sicilia", ha dichiarato, a margine della conferenza stampa per la candidatura dell'UDC Giovanni Avanti alla Provincia di Palermo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE, Gianfranco Miccichè. 

sabato 31 maggio 2008

Politica.. Credibilità & chiarezza...


Sarebbe più credibile un governo regionale che scegliesse gli assessori per le loro competenze, piuttosto che prima di decidere quali deleghe assegnare loro.
Sarebbe stata un'occasione unica, come ho scritto nelle mie "Note di notte" del 5 maggio, quella di andare compatti solo con il PDL, come è stato per le elezioni nazionali, alle elezioni in Sicilia.
Quel che è stato nei giorni dal dopo voto ad adesso è sotto gli occhi di tutti.
A Catania, per la candidatura a Sindaco, tra Raffaele Stancanelli e Giovanni Burtone, si è inserito Nello Musumeci. Già in un sondaggio del 28 maggio, realizzato dalla stessa società che ha effettuato i sondaggi per conto del PDL alle scorse elezioni, le posizioni di Stancanelli e Musumeci sono di fatto alla pari.
Gli elettori di centrodestra hanno espresso, chiaramente, l'indirizzo che vorrebbero prendesse la linea di governo...



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