domenica 29 marzo 2009

"Uno sguardo da qui, verso il futuro"...

E' rimasta mai utilizzata la postazione per gli incontri con la stampa, ma alla spicciolata sono venuti a lasciarsi intervistare alcuni dei protagonisti di questa tre giorni fondatrice... Quagliarello, Formigoni, Rotondi, Matteoli, Gasparri, Della Vedova, Alemanno, Nania, Bocchino...
Berlusconi chiude i lavori. Concentra la sua attenzione sulla "moralità del fare", dando per scontata - come è naturale che sia - la moralità in politica, pure se a volte manca anche questa. Ma il rispetto dei programmi con i quali si chiede il voto ai cittadini, il mantenere le promesse indicate in campagna elettorale come modalità di sviluppo e crescita del Paese, è l'aspetto più importante della moralità politica, un punto essenziale.
Anche il Premier, appena eletto Presidente del PDL, riprende i percorsi tracciati nelle parole di questi giorni.
La libertà come valore fondamentale del partito; la legittimazione che viene dal voto popolare, che serve, da qui, da questo momento che segna soltanto un inizio ufficiale di quanto già in nuce dagli anni passati [e Gasparri sottolinea il suo essere disponibile già da quindici anni a questo passo, che è oggi l'arrivo di un processo tratto in essere da allora], a guardare in avanti e al futuro. Obiettivo, intanto, è quello di portare l'Italia fuori dalla crisi, dal virus dell'influenza americana che dalla finanza è andato a colpire l'economia reale. 



"Nessuno - dice Berlusconi - può avere una ricetta sicura". E il suo governo, aggiunge, ha saputo muoversi con efficacia e prudenza, cercando di alimentare la fiducia, perché dai comportamenti di ciascuno - e di ciascuna delle componenti della società - ci si può muovere verso l'uscita da questo periodo di sofferenza economica strutturale. Sempre con uno sguardo aperto al domani, è nelle intenzioni del governo e del soggetto politico che ha preso forma da questo congresso offrire alle persone e alle varie componenti della nostra società la possibilità di misurarsi con quel che si è e non con quel che si possiede; dare - ai giovani e non - opportunità nel mondo del lavoro; porre le basi affinché le coppie che intendono formare una famiglia non debbano considerare questa loro decisione come una scelta coraggiosa, ma realizzabile. I nuovi indirizzi scolastici saranno quelli richiesti dal mondo del lavoro, senza tralasciare le basi culturali di fondo che sanno formare il pensiero.
Ringrazia i delegati per la fiducia appena espressagli con quel voto unanime di stamane. Dentro una delle sue battute, a proposito degli scherzi che alla sua età possono riservare le forti emozioni, inserisce i ringraziamenti a Fini, per quella parte del suo discorso nella quale ha riconosciuto al Presidente del Consiglio una "lucida follia" nel dare vita a questo progetto... ricorda anch'egli Erasmo da Rotterdam e che le scelte più sagge e più giuste non nascono dal ragionamento e dalla mente, né da un calcolo a freddo; le scelte che sanno contribuire a cambiare i percorsi dl mondo o di una società di persone nascono - prosegue Berlusconi - da una "lungimirante, visionaria follia"...
Ai delegati presenti, il neo eletto Presidente regala una pergamena con il discorso del 1994, quello della sua svolta di vita in cui decise di entrare in politica... c'è già in quelle parole l'essenza del progetto di adesso, non l'ennesimo partito ma l'obiettivo di unire, offrendo alle istanze della gente comune - che, dice, "siamo noi", includendosi nelle aspirazioni e negli ideali di tutti - il maggior numero di risposte concrete: per rinnovare la società italiana. Ecco perché "Popolo della Libertà", chiosa.
Il federalismo proposto da questo governo è un federalismo di distribuzione delle risorse e di slancio alla consapevolezza delle peculiarità di ciascun territorio, senza dimenticare l'essere solidali, anche per il traino a tutte le aree del Paese che consegue a una più forte omogeneità di sviluppo. La strada delle riforme, alla quale ieri, dopo le parole di Fini, ha dato un segno di apertura e disponibilità Massimo D'Alema, disegna un po' quello che era stato già nel quinquennio 2001/2006, poi bocciato dal referendum voluto dall'opposizione... Un capo del governo certo e riforma dei regolamenti parlamentari che creano ostruzionismo fine a se stesso. Quattro punti fondamentali: lavoro, famiglia, casa, risparmio. Per realizzarli, magari passando dal 44% accreditato dai sondaggi a un almeno 51%, che non è da intendersi come obiettivo di presa di posizione o di potere, come per le coalizioni che formano un cartello elettorale, ma che - nel non volersi accontentare tipico di chi crede nella visione complessiva della società a cui tende - costituisce una base minima per fare del Paese un soggetto moderno e inserito "davvero nell'Europa".
Le parole di Berlusconi spaziano, c'è una parte volta a sottolineare l'importanza dell'ambiente, senza le ipocrisie che accompagnano il falso ambientalismo; c'è un pensiero costruttivo e di riconoscimento di ruolo riservato alle donne; c'è un ampio cenno alla ricerca. "Quello che nasce oggi - dice Berlusconi - è un partito che sopravviverà ai suoi fondatori" e chiama gli amministratori locali a contribuire alla trasformazione nel senso dell'efficienza del sistema Paese. Il Pdl, conclude Berlusconi, come fucina di idee e svolta di concretezza, affinché i giovani possano sentire come propri gli stessi sogni di sempre, quelli che hanno già accomunato i partiti che costituiscono la base da cui nasce, anche da questa domenica di fine marzo, questo nuovo partito.

1 commento:

incontriamoci ha detto...


grazie per aver condiviso questo contenuto, è stato davvero completo.
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