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lunedì 6 luglio 2009

...le idee hanno i numeri



Ieri rileggevo nella mente un mio post di metà del dicembre scorso... Una considerazione semplice, ma a volte dimenticata nelle analisi delle cose che accadono in politica... "Non è importante quanto un'idea riesca ad avere diffusione nel pensiero comune, nella sua immediatezza. Ma quanto riesca ad incidere, realmente, nel tempo, a prescindere da quanto ne occorra perché sia condivisa ed accettata. Un'idea è già forte, e ci si crede quanto più è nella coscienza di chi prova a sostenerne il valore, nel momento stesso in cui nasce nel pensiero di chi la propone".


giovedì 18 giugno 2009

...visioni


La realtà è sempre uguale a se stessa. Non il livello di percezione che riusciamo ad averne. A proposito del modo in cui ogni cosa che accade può essere resa all'intelligenza di chi osserva, esistono piani diversi di approfondimento e analisi. I centoventiquattromila voti a Michele Cimino, unico candidato espresso dall'area del Pdl che fa riferimento a Gianfranco Micciché, vengono letti da molti come una sconfitta. Nelle sue dichiarazioni, rese alla stampa, anche dallo stesso Sottosegretario. Inconsapevole? I voti ottenuti da Giovanni La Via e Salvatore Iacolino, il duo dell'asse Alfano-Schifani, che ha in Giuseppe Castiglione e Domenico Nania il coordinamento regionale del partito, intorno alle centotrentanovemila preferenze, pur se risultanti dall'incrocio sullo stesso simbolo di due preferenze, volte all'uno e all'altro in aggiunta al voto che, alternativamente, ciascuno dei due ha reso per aree geografiche di appartenenza - e al quale si è aggiunto quello degli elettori di Nino Strano, vengono letti come una vittoria. Anche nelle parole del ministro guardasigilli e del buon Renato, Presidente del Senato della Repubblica. Inconsapevoli? Elettori-cittadini. Mezzi di comunicazione. Politici e media sembrano, troppe volte, guardare da un piano diverso dal vero modo in cui si collocano gli elettori. Altrimenti chiaro, invece. Inconsapevoli? Se il Sud, e la Sicilia in particolare, sono importanti per determinare il successo elettorale in casa Pdl, risultano essenziali per l'Udc. Essere Leader, in questo, significa saper immaginare il futuro e condurre la propria azione in modo da dare un senso compiuto a quel che ne indirizza il percorso. Chi ha letto i post precedenti, compresi quelli in link dello scorso anno, sa cosa intendo. Scripta manent, e, per parafrasare Virgilio - non quello di Dante, ma il portale web - è un po', questo, anche il bello di internet. Soltanto visioni?



lunedì 8 dicembre 2008

Voto di preferenza... Sondaggio aperto ai lettori...

Iniziativa sul web
In questo mio post del 28 maggio mi sono occupato del voto di preferenza, sostenendo che la libertà di scelta dell'elettore si esprime non nella scelta di un candidato da una Lista comunque predeterminata dalle segreterie dei partiti o dei movimenti in lizza nella competizione elettorale, ma nella scelta, attraverso le primarie, dei componenti di quella lista. 


domenica 7 dicembre 2008

Voto di preferenza. Ma quale?


E' ripreso da un po' il dibattito sul voto di preferenza.
Ne avevo accennato in un mio post, in maggio. Ed è qualcosa che ritengo essere importante.
A proposito di cosa ci viene detto, tutti i giorni, e di cosa è realmente nel nostro interesse di cittadini ed elettori.
Il voto di preferenza è stato in uso in Italia da sempre, prima che fosse introdotto il sistema dei collegi uninominali con le elezioni politiche del 1994 che, per il loro stesso essere scelta tra opposti candidati di schieramenti diversi, le abolivano di fatto. Ha continuato ad esistere nelle elezioni locali, comprese le regionali. E continua ad esistere per le elezioni europee.
Con la riforma del sistema elettorale per le politiche del 2006, aboliti i collegi uninominali, per la prima volta si è esclusa la preferenza dal voto di lista per la scelta dei componenti della Camera dei Deputati. Senza che ce ne rendiamo conto, invece, ci si lascia credere che il non avere la possibilità di esprimere una preferenza all'interno della lista che scegliamo di votare - ed è comunque una nostra opzione se dare o non il nostro voto a quella lista - sia una limitazione della nostra libertà. Come se a scegliere la composizione della lista che decidiamo di votare fossimo noi, quando sappiamo che non è così. 



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