Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, in Italia, come altre volte e nel resto dei Paesi dell'Unione, hanno registrato una flessione rispetto al dato di affluenza per le politiche. Maggiore nella nostra isola sulla media nazionale. In Sicilia, invero, le elezioni dello scorso fine settimana sono state vissute con un significato diverso. Le beghe interne al PDL locale, che hanno preceduto e poi accompagnato il primo anno di governo di Raffaele Lombardo, hanno reso nei fatti, quello dei siciliani, anche un voto per assegnare la supremazia a una delle due anime del PDL, rappresentate dalla corrente Schifani-Alfano - che include il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione e il Sen. Giuseppe Firrarello - e dall'altra, che si riconosce in Gianfranco Micciché.
In questo blog, prima del voto, ho provato a spiegare le ragioni di una scelta che avrebbe potuto evitare che il tempo della politica tornasse indietro di decenni.
A urne chiuse, tuttavia, emergono alcune semplici considerazioni: il serbatoio azzurro, per la prima volta, non ha funzionato nel ruolo di plus valore al dato nazionale complessivo del partito del Premier; il numero dei non votanti ha superato la media nazionale, come evidenziato; Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, nel ruolo di coordinatori regionali del PDL, non si sono neanche avvicinati ai risultati ottenuti da Gianfranco Micciché.
