I lettori di questo blog sanno del mio non condividere il pensiero e il modo di fare politica di Antonio Di Pietro. Come non condivido il pensiero di tutti coloro che fanno, del modo acritico in cui chi li ascolta o li legge lo recepisce, il loro successo: Gian Antonio Stella, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Michele Serra, Paolo Rossi ed altri. Spesso il loro dire o scrivere serve a spostare l'attenzione dai problemi reali, quasi ad essere, non si sa se per convinzione o paradosso, supporto a chi ha interesse a nascondere un modo di operare per portare avanti i propri tornaconti, in finanza come in politica [intrallazzi e truffe bancarie, arricchimento illecito, finanziamenti pubblici spariti nel nulla o spostati impunemente dal fine per il quale erano stati erogati]. La Casta, invero, non esiste; ma fa guadagnare denaro [vendita di libri, riviste, giornali, dvd, pubblicità] e consensi [voti alle elezioni, applausi in piazza, lettori e ascoltatori]. Ho scritto in qualcuno dei miei post precedenti che "l’opinione pubblica viene troppo spesso citata e presa in considerazione, perché si può orientare e indirizzare, le si può far vedere o credere una cosa piuttosto che un’altra… e che, invece, l’opinione propria di ciascuno, sintesi dell’intelligenza della diversità delle fonti e del modo di raccontare, critica del proprio pensiero sulla possibilità di conoscenza del fatto che genera la notizia, non è facile da manipolare. Un percorso di libertà cerca di porre le basi perché non accada che la persona sia considerata numero, né che l’individuo sia considerato elettore".