mercoledì 18 giugno 2008

Elezioni in Sicilia.. Dite la vostra sul centrodestra...


La vittoria del centrodestra è stata priva di avversari, di fatto, come dichiarato da Gianfranco Micciché già prima del voto.
Ma di quale centrodestra?
Ieri su C'è Walter, [http://www.waltergianno.it/], sono apparsi due post che approfondiscono i dati.
Stamane su Liberalista, [http://liberalista.splinder.com], è apparsa una considerazione sul voto alla vecchia democrazia cristiana, http://liberalista.splinder.com/post/17514923 .
Sempre stamane, su questo blog, ho scritto dell'ascesa di Raffaele Lombardo, ex democristiano doc, da Vice-Sindaco a Presidente della Provincia e, infine, a Governatore di Sicilia.. e delle riflessioni che vengono fuori dal dato elettorale di Nello Musumeci, http://alfiofiamingo.blogspot.com/2008/06/il-voto-catania-la-cartina-di-tornasole.html#links .
I post sono stati ripresi da Tocque-Ville, [www.tocque-ville.it] .
Lo spazio aperto è per le vostre considerazioni, se vorrete farne.
Potete inviare il vostro punto di vista a: al.fiam@yahoo.it , oppure scrivere un commento a questo post.

Il voto a Catania, cartina di tornasole.. indicazioni per il futuro che hanno una valenza a livello nazionale..


Il dato elettorale alle amministrative di Catania pone delle riflessioni che avevo anticipato in altri miei precedenti post. Se analizziamo il voto mettendo a confronto i dati della Provincia e del Comune, risultano evidenti i temi che ho provato ad anticipare nelle settimane e nei mesi scorsi.
Alla Provincia il candidato eletto Presidente, Giuseppe Castiglione, ha ottenuto il 77,62% dei voti con il sostegno del PDL, dal quale proviene [Forza Italia], dell'UDC, del Movimento per l'Autonomia (MPA), della sua lista "Per Castiglione Presidente", della lista Sicilia forte e libera - Raffaele Lombardo, dei Democratici Autonomisti e di Nello Musumeci per la Provincia. In questa vittoria il 29,2% è dato dalla somma di MPA e altre liste autonomiste, il 35,26% è la somma dei voti di PDL e della lista omonima, l'8,46% UDC e il 7,46% Lista Nello Musumeci per la provincia. Al comune Raffaele Stancanelli ha ottenuto il 54,59% dei voti con la stessa composizione di alleanze, tranne la lista Nello Musumeci Sindaco che, da sola, ha ottenuto il 25,16% dei voti. Il 28,357% è il sostegno ottenuto dai voti del PDL e della lista omonima, Per Stancanelli Sindaco, il 33,984% MPA e movimenti autonomisti, il 5,564% UDC.
Come ho già scritto, la costituzione del PDL ha avuto un successo, a livello nazionale, di risultati e di indicazioni da parte degli elettori, che hanno detto la loro in modo inequivocabile. L'accordo con la Lega, al nord, è stato la naturale prosecuzione di un cammino che ha visto sempre vicine le posizioni degli alleati di governo. L'accordo con l'MPA si è rivelato un errore politico. In questo Catania è essenziale per il tipo di analisi, perché è la città da cui nasce il movimento di Raffaele Lombardo, che, come ho già scritto, è una creatura politica che non è radicata nel territorio, ma basata su un sistema di gestione e di conduzione delle adesioni, come risulta evidente se andiamo a confrontare il dato della città etnea con quello, ad esempio, di Palermo, dove l'MPA si ferma al 12,10% contro il quasi 34% di Catania, città in cui supera il poco più che 28% ottenuto dal PDL . Del resto il dato più alto del movimento autonomista del Presidente Lombardo arriva a quasi il 23% ad Agrigento - sempre a spese del PDL - e supera o si avvicina al 15% nelle altre province. "E' quasi imbarazzante l'assenza del centrosinistra in Sicilia", ha dichiarato, a margine della conferenza stampa per la candidatura dell'UDC Giovanni Avanti alla Provincia di Palermo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE, Gianfranco Miccichè. 

"L'uomo dell'Altopiano", "Il sergente nella neve"...


Mario Rigoni Stern è morto lunedì sera a seguito di un male che lo affliggeva da tempo, un tumore al cervello; i suoi funerali, in forma privata per sua espressa volontà, sono stati celebrati nel pomeriggio di martedì nella piccola chiesa del cimitero del suo paese natale, Asiago, nel quale si era rifugiato fin dal suo rientro dalla prigionia nei lager di Lituania, Slesia e Stiria, il 5 maggio del 1945. Uno “scrittore non di vocazione” lo aveva definito Elio Vittorini, che fu il primo a pubblicare, per la poi fortunata collana dei “Gettoni” di Einaudi, un suo libro, “Il sergente nella neve”, nel quale racconta la sua esperienza della ritirata di Russia, tra la fine del ‘42 e l’inizio del ’43, divenuto subito uno dei capolavori della letteratura italiana moderna e scritto proprio a partire dalla sua prigionia in un lager tedesco in Masuria. Nel corso della sua produzione, in quasi cinquant’anni, ha smentito però quel che era stato detto di lui da Vittorini, divenendo uno scrittore in cui memoria e natura si ritrovano, a volte intrecciandosi. Come accadde a Primo Levi, suo amico, Rigoni Stern scontò la diffidenza legata a una prosa in cui a raccontare era l’autore e gli altri che avevano condiviso il suo percorso di vita negli accadimenti dei quali si faceva voce. 



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