
Lo avevo scritto che sarebbe andata così. E non era difficile prevederlo.Cos'è stata allora, quella dei coordinatori regionali e di quelli nazionali, presunzione o, peggio, pochezza di vedute in politica? Cos'è stato nella mente e nella conduzione di Schifani e Alfano?Molti tra coloro che seguono le vicende in corso in Sicilia sanno che il voto di sabato e domenica ha una valenza che va oltre quella attribuibile al rinnovo del Parlamento in Europa.Perché l'elettore siciliano - a prescindere dai disegni inutilmente fuorvianti che si sta cercando invano di tratteggiare da parte di quanti sembra si accorgano soltanto adesso di aver scagliato un boomerang contro se stessi - sa che dal voto delle urne verranno fuori altre indicazioni, di più immediato impatto riguardo al futuro dell'Isola e dei suoi abitanti: il prevalere o meno di una politica che opera nel sottobosco delle spartizioni e degli affari, delle attribuzioni dei meriti e della demagogia; o il prevalere di una politica di servizio, indirizzata a un benessere e a uno sviluppo che sia complessivo e inclusivo di tutte le fonti di provenienza delle istanze espresse dalle persone che continuano a desiderare di vivere in una regione in cui sia possibile avere riconosciuti i propri diritti, senza che siano elargiti come fossero favori.