domenica 3 agosto 2008

Dopo Piazza Navona.. La chiamano libertà di dire.. Lettera "aperta" a Sabina Guzzanti..


E' passato del tempo, riflettori spenti sulle polemiche, Piazza Navona è andata. Al di là del momento, resta una considerazione importante da fare sul modo in cui taluni ritengono di poter stabilire cosa si possa dire o fare, non considerando che lo stesso concetto si può applicare anche al loro esprimersi e che, come è stato, quando ciò accade si ha modo di assistere alla loro stizzita reazione. Così è stato per Sabina Guzzanti, per Beppe Grillo.. e altri. Il loro dire cosa può dire o fare la Chiesa in Italia, o il Presidente Giorgio Napolitano o il Ministro per le Pari opportunità, contrasta con il loro stesso apparente richiamarsi alla libertà e ai suoi valori. Polemiche a parte, non si capisce perché un ministro debba dare conto della sua vita privata e non di quel che è in grado di realizzare operando nell'ambito dell'incarico di governo che gli è stato affidato, a prescindere dal perché gli sia stato affidato, con illazioni tanto assurde quanto da dimostrare e che, comunque, non avrebbero nessun peso o valore, non per il benessere del Paese e il suo sviluppo. Non si capisce perché la CEI o il Papa non possano esprimere il loro punto di vista senza essere accusati di ingerenza, quando invece a chi, anche in modo pesantemente e volutamente scurrile e volgare, ritiene di poterlo fare, sembra che non sia consentito rivolgere critiche, se non essendo tacciati di appartenere al gruppo di coloro che non amano la libera diffusione delle idee e del pensiero.



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